Approfondimenti | 3 Aprile 2020

smartphone covid-19Il virus che sta causando l’attuale epidemia è stato chiamato “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2”. La malattia ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata).
A seguito della diffusione di questo virus il governo ha messo in atto una serie di azioni strategiche per il contenimento della malattia tra cui l’isolamento e il mondo si è trovato a comunicare con strumenti alternativi al contatto… in primis, lo smartphone!
Gli smartphone sono diventati, nel tempo, un vero fenomeno di massa, accessibile a tutti. Ci permettono di effettuare tantissime cose, dalle videochiamate alla consultazione di App in campo sanitario. Il riconoscimento della loro utilità è testimoniato dal sempre crescente numero di medici e professionisti sanitari che già li utilizzano con successo in vari campi.
E mai come in questo momento risultano essere il mezzo di comunicazione che può permettere a tutti di restare in contatto con il mondo che ci circonda: il numero delle applicazioni registrate e dedicate specificatamente al mondo sanitario è cresciuto del 78%.
E’ facilmente prevedibile che il loro uso sia destinato ad aumentare sempre più nella pratica sanitaria, grazie alla capillare diffusione di questi strumenti tra le nuove generazioni e alle potenzialità sempre più innovative in campo comunicativo, informatico, diagnostico ed organizzativo.

Lo smartphone come strumento diagnostico a distanza

In questo periodo emergenziale, gli operatori sanitari possono fare fronte alle esigenze dei pazienti domiciliati utilizzando questo strumento di comunicazione. Le possibilità che questi strumenti tecnologici possono offrire sono molteplici e, da una recente revisione della letteratura (Pucciarelli et al. 2017), emerge che lo smartphone rappresenta un valore aggiunto se utilizzato per comunicare con i pazienti (per eseguire follow-up o migliorare l’aderenza nei pazienti affetti da patologie croniche) e, al contempo, rappresenta uno strumento da utilizzare con cautela in attività assistenziali che richiedono grande precisione, come il calcolo dei dosaggi dei farmaci o la rilevazione dei parametri vitali.
Nel Wound Care, l’aumento dei costi di gestione delle ferite ha suggerito la necessità di utilizzare applicazioni mobili nel trattamento dei pazienti in cura. Mentre per alcuni parametri che vengono spesso monitorati è necessaria una valutazione visiva, per altri parametri si sono sviluppate delle APP.

Smartphone e lesioni da pressione: utilizzi concreti

Ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che le aree cutanee con ipertermia superiore a 2,2 ° C possono essere un inizio di Lesione da Pressione. A tal fine, è stata creata un’applicazione che utilizza una termocamera mobile su uno smartphone. In questo modo si possono facilmente catturare le immagini termiche ad infrarossi. Oppure, un’altra App consente di effettuare delle foto digitali che diventano significative ai fini della misurazione dell’ulcera e della profondità. Oppure sono in grado di evidenziare la carica batterica sul letto di ferita.
In prima linea nei progressi tecnologici e nella cura delle ferite c’è un nuovo modo di fornire assistenza al paziente. La Telemedicina affiancata all’uso degli smartphone ha messo gli specialisti del Wound Care nelle condizioni di valutare le lesioni e quindi fornire le relative raccomandazioni terapeutiche.
L’operatore sanitario, che ha in cura il paziente domiciliato, mostra con una telecamera/smartphone allo specialista la lesione, fornendo i parametri che possono essere rilevati solo con la visione diretta. Lo specialista, visualizza la lesione con una visione dettagliata e sarà anche in grado di parlare con il paziente ed il caregiver tramite video sicuri e dal vivo, per formulare raccomandazioni e rispondere a domande.

I benefici della tecnologia per la comunicazione medica a distanza

I benefici di questa nuova metodica di comunicazione nella cura delle lesioni sono ampi e comprendono un accesso più facile con spostamenti ridotti e con costi ridotti sia per il paziente che per la struttura ricevente, riducendo l’ansia del paziente che in questo modo non deve sopportare spostamenti anche gravosi.
La telemedicina riduce l’esposizione e il rischio di contrarre una malattia in un paziente già debilitato, evitando il suo stazionamento presso sale d’attesa in ambienti notoriamente contaminati da flora batterica antibiotico resistente.
Ci auguriamo che la tecnologia ci consenta di essere sempre più tecnologici e sempre più di supporto a quei pazienti che hanno difficoltà a spostarsi.

a cura di Alessandra Vernacchia, Clinical Account in Service Med