News | 25 Ottobre 2019

Social Media e Service MedChe cosa ci fa un’azienda come Service Med che si occupa di dispositivi per prevenire e curare le lesioni da pressione (piaghe da decubito) sui Social Media?
In molti ce lo chiedono e in molti se lo chiedono.
Non abbiamo certamente l’attrattività di una fashion blogger come Chiara Ferragni, e nemmeno la golosità dei vari blog e canali che trattano di Food o Motori o Life Style.

Trattiamo dispositivi anti decubito di vario genere e in un mondo come quello dei Social Media qualcuno lecitamente potrebbe chiedersi il motivo della nostra presenza.

Eppure siamo presenti con una pagina Facebook e una pagina aziendale Linkedin e ora vi spieghiamo il perchè.
Su Linkedin abbiamo la possibilità di incontrare medici ed esperti del settore interessati al tema del Wound Care di cui, vista l’esperienza accumulata in oltre 25 anni di lavoro nel settore, possiamo vantare una certa esperienza.
Su Facebook il target è differente: incontriamo virtualmente e facciamo educazione sulla cura e la prevenzione delle lesioni da decubito.

Di questa esperienza ha fatto tesoro Engerta Gjepali, nostra collaboratrice per un periodo in Service Med, che ha voluto trasferire su carta la sua esperienza con noi dedicandoci una sezione all’interno della sua tesi di Laurea.
Il titolo della tesi è decisamente eloquente

Il Social Media Marketing come nuova opportunità per il B2B: evidenze dal settore dei dispositivi medici in Italia.

L’intenzione dei canali Social Media per Service Med è ben messa in luce nel lavoro della dott.ssa Gjepali: da una parte entrare in relazione con chi è interessato al tema e ai prodotti trattati in Service Med, dall’altra fare soprattutto un’attività di educazione e conoscenza.
Spesso ci confrontiamo infatti con i vecchi “rimedi della nonna”, spesso tanto fantasiosi quanto inutili se non dannosi: educare a una corretta gestione e prevenzione delle piaghe da decubito è fondamentale per la nostra comunicazione.
E i Social Media sono la strada che abbiamo scelto di percorrere.

Un grazie alla neo dottoressa Engerta Gjepali per averci scelto come Caso studio per la sua tesi e un grande in bocca al lupo per il suo futuro!

Se volete leggere il lavoro completo della dott. Gjepali (siamo a pagina 140) cliccate qui

Se ancora non ci seguite sui Social Media, vi aspettiamo