È vero che il massaggio della cute è controindicato nei pazienti che sono a rischio di sviluppare lesioni da pressione?

Nelle Linee Guida per la prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione, pubblicate il 10 gennaio 2025 sul sito dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) nell'ambito del Piano Nazionale Linee Guida (PNLG), la parola "massaggio" compare ben 49 volte.
La raccomandazione 1.1.9 afferma chiaramente che: “Non bisogna eseguire massaggi o frizioni cutanee negli adulti per prevenire le lesioni da pressione”. Tuttavia, è importante sottolineare che gli studi in letteratura sul tema sono pochi, e la maggior parte associa la tecnica del massaggio all'uso di creme o vaselina.
Va tenuto in conto, però, che si parla di una cute potenzialmente fragile, xerotica o con una manifestazione di Dermatoporosi che normalmente porta allo sviluppo di Skin Tears. Pertanto, massaggi e/o frizionamenti possono risultare controproducenti a causa dei potenziali effetti negativi dovuti alla forza di taglio e di sfregamento, anche se determinano un aumento del contatto tra operatore sanitario e paziente.
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Differenze tra adulti e pazienti pediatrici
La raccomandazione 1.2.12 delle stesse LG ribadisce questa posizione anche per bambini, neonati e lattanti. Tuttavia, viene riconosciuto che il massaggio potrebbe avere effetti benefici se utilizzato per altri scopi, diversi dalla prevenzione delle lesioni da pressione.
Il massaggio è infatti noto per i suoi effetti terapeutici, come il rilassamento e il trattamento complementare per la gestione di ipertensione, stress e livelli elevati di infiammazione endoteliale. I suoi meccanismi includono la soppressione dei nervi simpatici, l'attivazione dei nervi parasimpatici, la riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e il miglioramento del flusso sanguigno regionale.
Studio sull'effetto della tecnica "effleurage"
Uno studio condotto nell'arco di 5 mesi, da luglio a novembre 2021, con lo scopo di indagare l'effetto della tecnica del massaggio "effleurage" nei pazienti a rischio di sviluppare lesioni da pressione, ha coinvolto 60 pazienti di terapia intensiva che non presentavano lesioni da pressione, suddivisi in due gruppi. Il gruppo sperimentale ha ricevuto massaggi della durata di 15 minuti oltre alle cure infermieristiche programmate secondo la pianificazione assistenziale, mentre il gruppo di controllo ha ricevuto esclusivamente le cure previste dal piano assistenziale, senza alcun intervento di massaggio. In media i giorni di osservazione sono stati circa 12.
La tecnica "effleurage" è una modalità di massaggio che alterna tecniche di sfioramento a sfregamento leggero e uniforme sulla pelle, ed è eseguita con le mani. Appartiene alle manovre fondamentali del massaggio svedese (rilassante) e viene impiegata sia per preparare i tessuti sia per concludere un trattamento fisioterapico. Applicata in direzione del cuore, stimola il sistema linfatico e venoso.
L'effleurage può essere superficiale o profondo: nel primo caso si tratta di movimenti lenti e delicati che stimolano la circolazione sanguigna e il rilassamento muscolare senza spostare i tessuti sottostanti; nel secondo caso i movimenti sono più intensi e accompagnati da una leggera pressione che coinvolge anche i tessuti più profondi, inclusi muscoli e vasi sanguigni. Dunque, se utilizzato in modalità superficiale, favorisce il rilassamento e stimola il flusso sanguigno e linfatico (fonte: fisiatriaeriabilitazione.it).
Viene effettuato con i palmi delle mani o con le dita, mediante movimenti fluidi e ritmici, che possono essere circolari, longitudinali o in altre direzioni, a seconda della zona da trattare e dell'effetto desiderato. È una tecnica versatile che favorisce il rilassamento e il benessere del ricevente.
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Applicazione del massaggio in combinazione con sostanze reidratanti
Diversi studi dimostrano effetti benefici quando il massaggio viene eseguito senza frizionare la cute e in abbinamento a sostanze reidratanti ed elasticizzanti. Ad esempio, lo studio randomizzato controllato di Esra Özkan e Dilek Çilingir dal titolo "Valutazione dell'effetto del massaggio sulla prevenzione delle lesioni da pressione tra i pazienti in terapia intensiva: uno studio randomizzato controllato", ha esaminato l'impatto della tecnica di massaggio effleurage nella prevenzione delle lesioni da pressione nei pazienti allettati in terapia intensiva.
Il risultato dello studio ha avuto un riscontro statisticamente significativo nel dimostrare che l'applicazione del massaggio con la tecnica "effleurage" ha avuto un effetto benefico. Infatti, nel gruppo sperimentale si è avuta un'incidenza inferiore di lesioni da pressione rispetto al gruppo di controllo (26,7% contro il 73,3%). Anche i giorni medi di sviluppo sono stati superiori nel gruppo sperimentale (10,93 contro i 6,79 del gruppo di controllo). Questo risultato suggerisce che i pazienti sottoposti a massaggi hanno sperimentato una minore incidenza di LdP.
Ischemia e ipossia nei tessuti a rischio
Le lesioni da pressione si sviluppano in aree sottoposte a pressione prolungata, spesso in corrispondenza di prominenze ossee. Tuttavia, oltre alla prolungata pressione, altri fattori contribuiscono alla loro insorgenza, tra cui l'ischemia e l'ipossia.
L'Ischemia si verifica quando c'è una riduzione dell'afflusso di sangue ai tessuti ed è determinata dalla compressione dei vasi o capillari arteriosi, limitando l'apporto di ossigeno e dei nutrienti necessari per il metabolismo. Mentre, l'ipossia è la conseguenza dell'ischemia, una condizione in cui i tessuti non ricevono una quantità sufficiente di ossigeno. La riduzione del flusso sanguigno porta a una diminuzione dell'ossigeno disponibile per i tessuti. Se si pensa, inoltre, che i pazienti fragili presentano quasi sempre una compromissione cardiovascolare, risulta chiaro come questi abbiano già un circolo compromesso che potrebbe non rispondere al danno con la vasodilatazione locale.
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Pianificazione assistenziale e prevenzione
L'obiettivo dei professionisti sanitari è eseguire la corretta pianificazione assistenziale per evitare l'insorgenza delle lesioni. Di conseguenza, questi devono:
- essere in grado di riconoscere il paziente a rischio d'insorgenza di lesioni da pressione;
- prevedere la possibilità di utilizzare una superficie antidecubito che eviti i picchi pressori in concomitanza delle prominenze ossee;
- prevedere dei piani di mobilizzazione e movimentazione;
- avere cura della cute anche mediante la corretta gestione dell'incontinenza sia urinaria che fecale.
Effetti fisiologici del massaggio
Il massaggio energico è sempre stata una pratica molto utilizzata dagli operatori sanitari fino agli anni 80', ma è ormai ampiamente dimostrato che tale modalità, a causa dell'elevata frizione, può peggiorare la situazione, specialmente nelle aree già arrossate.
Tuttavia, la revisione della letteratura ha evidenziato che il massaggio non è una tecnica farmacologica ed ha una relazione direttamente proporzionale nel creare risultati positivi per la salute dei pazienti. Il principale effetto fisiologico che produce è l'aumento della circolazione vascolare e linfatica grazie al rilascio di ormoni come l'istamina e l'acetilcolina. Questi, a loro volta, comportano la vasodilatazione, migliorano l'elasticità dei tessuti, rilassano il tono muscolare, aumentano l'attività parasimpatica, riducono l'edema e alleviano il tessuto sottocutaneo mediante l'attivazione dei mastociti.
Inoltre, il massaggio regola il tono muscolare stimolando i centri motori, con conseguente diminuzione del tono muscolare ipertonico, ovvero la resistenza di un muscolo allo stiramento passivo, dove i muscoli diventano più tesi e rigidi del normale, causando difficoltà nei movimenti e possibili spasmi. Il massaggio promuove la circolazione dei fluidi tissutali attraverso l'iperemia reattiva.
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Considerazioni finali
Le linee guida ci raccomandano di non effettuare il massaggio sulle aree interessate dalla pressione, tuttavia, esistono in letteratura studi che hanno prodotto evidenze statisticamente convincenti in merito a tale pratica nel migliorare la circolazione sanguigna. Le evidenze riportate non individuano prodotti idratanti specifici, ma fanno riferimento a sostanze quali olio d'oliva o olio di cocco che possono rafforzare il film idrolipidico della pelle.
È importante considerare, però, che una pressione superiore a 32 mmHg può far collassare i capillari arteriosi, mentre una di 12 mmHg può compromettere l'estremità venosa. Quando tali valori vengono superati, si verifica anossia e rischio elevato di danno tissutale, accelerando così lo sviluppo di lesioni cutanee ischemiche.
In letteratura non vi sono dati sufficienti sull'effetto del massaggio nella prevenzione dell'insorgenza delle lesioni da pressione. Inoltre, nella maggior parte dei casi, gli operatori sanitari hanno difficoltà a riconoscere la lesione di prima Categoria (NPUAP/EPUAP). Tuttavia, vi sono studi che riportano come alcuni ospedali (non italiani) consigliano la metodica del massaggio con la tecnica dello sfioramento nei pazienti immobilizzati. Servono ulteriori ricerche per approfondire il contributo della massoterapia nella prevenzione delle lesioni da pressione.
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Bibliografia
Evaluation of the Effect of Massage on Pressure Injury Prevention among Intensive Care Patients: A Randomized Controlled Study Esra Özkan, PhD, RN, and Dilek Çilingir, PhD, RN© 2025 Wolters Kluwer Health, Inc. All rights reserved.
LG Prevenzione e trattamento delle lesioni da pressione – ISS – PNLG 2025